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25.01.2017

Il 25° della Fondazione nel ricordo di Antonio Comelli

Un significativo omaggio al primo Presidente della Fondazione e “Presidente della Ricostruzione” post terremoto del 1976


Si è tenuta ieri presso la sede della Fondazione Friuli (ex CRUP) la celebrazione del 25° di attività, associando questa importante ricorrenza al 40° del terremoto e all’avv. Antonio Comelli, che ne fu fondatore e primo Presidente, oltre che essere riconosciuto come uno dei protagonisti più autorevoli, per capacità e rigore morale, della storia recente del Friuli Venezia Giulia e del post-terremoto del 1976, meritandosi l’appellativo di “Presidente della ricostruzione”.

Durante la cerimonia ha avuto luogo lo scoprimento del busto a lui dedicato, alla presenza del Presidente della Fondazione Friuli Lionello D’Agostini, di Franco Iacop, Presidente del Consiglio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Alberto Felice De Toni, Rettore dell’Università degli Studi di Udine e di Giuseppe Guzzetti, Presidente ACRI – Associazione di fondazioni e di Casse di Risparmio SpA e Fondazione Cariplo, concordi nel sottolineare l’importanza di un «gesto eloquente rivolto alla persona che ha ricostruito il Friuli e messo in piedi un vero e proprio “Modello Friuli”, sostenuto da valori preziosi come il rigore morale, la correttezza, l’equilibrio, l’umanità e il massimo impegno, grazie ai quali l’Italia ha potuto esibire al mondo una ricostruzione pienamente riuscita.».

Considerata la concomitanza – ha commentato il Presidente D’Agostini - dei due anniversari, il 25° del nostro Ente e il 40° del terremoto con l’inizio della ricostruzione, in cui la figura di Comelli spicca come protagonista, abbiamo inteso rendergli omaggio con un gesto simbolico, ma duraturo: un busto in bronzo, opera dell’artista Alberto Fiorin, coadiuvato nel lavoro dalla moglie, che ringraziamo per il risultato che hanno saputo ottenere. E ringraziamo i familiari dell’avv. Comelli per il supporto fornitoci con materiale utile alla realizzazione dell’opera e del fascicolo in distribuzione. Quanto al cambio di denominazione ha sottolineato che “Abbiamo ritenuto che Fondazione Friuli rappresenti un nome evocativo fortemente identitario e inclusivo, che rafforza il radicamento sul territorio in una visione unitaria e riassuma una storia, una cultura, una tradizione di valori forti di cui va fiero il nostro popolo in ogni angolo della terra ove l’emigrazione antica e attuale ha portato i suoi figli.”.

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