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DOMENICA, 17 GENNAIO 2010
 
Pagina 1 - Udine
 
Un patto per Udine città della cultura
 
Un comitato pubblico-privato gestirà scelte e spazi. Il sindaco: così daremo un’impronta al nostro futuro
 
 
 
 

di GIACOMINA PELLIZZARI

Un comitato di tecnici finanziato dalla Camera di commercio, Fondazione Crup, Confindustria, Unicredit e Cassa di risparmio del Fvg definirà la nuova mappa dei musei per trasformare gli eventi culturali in occasioni di sviluppo per la città. In ballo c’è il futuro dell’ex caserma dei vigili del fuoco di piazzale Cadorna, l’ex caserma Osoppo di via Brigata re, la scuola Manzoni di piazza Garibaldi, il circolo ufficiali e la caserma Savorgnan di via Aquileia, la caserma di Prampero, l’azienda sanitaria di via Manzoni, l’ex ospedale psichiatrico di Sant’Osvaldo e palazzo Antonini, ex sede della Banca d’Italia.
Il punto è stato fatto, ieri, nella sala convegni della facoltà di Economia, dal sindaco Furio Honsell secondo il quale «la cultura può avere un ruolo da protagonista anche per uscire dalla crisi. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di ascoltare le tante voci del mondo culturale cittadino in modo da trovare insieme il modo per dare un’impronta alla Udine del futuro». E nel corso dello stesso convegno “Udine città della cultura” l’assessore Luigi Reitani ha annunciato, attraverso la mediazione di vicino/lontano, «la costituzione del Comitato di pilotaggio finanziato dalle categorie economiche, dalla Fondazione Crup e da due istituti di credito», che avrà il compito di analizzare le aree a disposizione per rispondere alle esigenze dell’amministrazione che vuole realizzare il Museo della scienza, la ludoteca, riqualificare il castello, ampliare la sezione moderna della biblioteca civica “Joppi”, creare nuovi magazzini museali e l’archivio del comune. Allo stesso modo il Comitato dovrà tenere conto pure delle richieste della città che da tempo pretende il palazzo delle associazioni (30 le realtà in cerca di una casa), il centro congressi, il recupero del teatro Odeon, sale per conferenze, spazi espositivi, l’ampliamento del cinema Visionario e un sito in ricordo della fotografa Tina Modotto. In cerca di una sede pure il museo Friulano di storia naturale che secondo Reitani troverà spazio nell’ex caserma dei vigili del fuoco e il museo del Risorgimento.
La collaborazione pubblico-privato potrebbe sfociare in un project financing per realizzare anche una sala congressi. Almeno così ha riferito Reitani ricordando che «la sfida è quella di progettare nel medio-lungo periodo un’idea della città che veda al suo centro la cultura come risorsa, tramite la creazione dentro l’economia cittadina di una rete di soggetti culturali imprenditoriali».
In questo contesto un ruolo fondamentale lo giocherà anche l’università. Non a caso il rettore dell’ateneo friulano, Cristiana Compagno, ha assicurato che «attraverso lo studio l’ateneo può fornire alla città un modello che è il risultato del confronto tra i diversi modelli di gestione degli eventi attuati in diverse città. I grandi eventi culturali, infatti, non si improvvisano, richiedono competenze importanti». Nella Udine città della cultura un ruolo da protagonisti sarà riservato ai giovani. Un’inversione di tendenza necessaria per il presidente della commissione Cultura, Federico Pirone, secondo il quale «finora Udine ha rinunciato a puntare sugli studenti e sui giovani come fattore di sviluppo della città, preferendo progetti a breve respiro invece che una visione a 360 gradi». Rassicurante l’impegno della Fondazione Crup. Il suo presidente, Lionello D’Agostini, descrivendo Udine come la capitale del Friuli, si è detto pronto ad analizzare alcuni obiettivi del Comune per la crescita del territorio». Un impegno che non è venuto meno negli ultimi 10 anni durante i quali la Fondazione Crup ha investito sul territorio oltre 80 milioni di euro. Circa un terzo nella cultura. Un dato per tutto: ha acquistato per distribuire nelle biblioteche cittadine 220 mila volumi per oltre 1.300 titoli.