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MARTEDÌ, 26 GENNAIO 2010
 
Pagina 9 - Speciali
 
La manifestazione compie 39 anni: oltre settemila gli spettatori nelle 12 serate
 
Parla Angela Felice: «Palio in piazza e protesta se saranno tagliati i fondi»
 
 
 
 

Dopo essere venuti a conoscenza dei tagli regionali nel settore teatrale che potrebbero mettere a rischio lo svolgimento del Palio studentesco, abbiamo gentilmente chiesto un’opinione a chi ne sa più di noi: la professoressa Angela Felice, nota studiosa, critica e promotrice culturale.
Perché i tagli alle spese potrebbero mettere a rischio lo svolgimento del Palio?
«Al palio partecipano più o meno 25 gruppi di scuole diverse. A questi gruppi va ovviamente garantito uno staff tecnico preparato, il teatro dove provare e le maschere che verranno utilizzate durante le esibizioni. Tutto questo viene a costare dai 25 ai 30 mila euro, a discrezione del numero di gruppi partecipanti. Anche se ogni gruppo è finanziato dalla propria scuola, si è sempre e comunque in perdita. Infatti le uniche speranze che i gruppi ripongono nel palio e di arrivare almeno a un pareggio di conti tra entrate e uscite. Per far si che ciò accada si fa pagare un biglietto d’ingresso a tutti gli adulti spettatori presenti agli spettacoli; il prezzo dei biglietti è comunque contenuto in quanto il palio può fare affidamento su un gran numero di spettatori per tutte le serate. Se fossero effettuati questi tagli del 30% alle spese il Palio potrebbe essere a rischio appunto perché non si riuscirebbero a sostenere le spese e si sarebbe sempre in perdita».
Lei ha partecipano alla riunione che si è svolta con gli enti regionali?
«Sì, e durante questa riunione ci sono state numerose proteste da parte di attori e associazioni teatrali. Gli attori servono al Palio perché i gruppi funzionano, perché c’è sempre un attore che porta la sua esperienza tecnica. Questi tagli ridurrebbero ulteriormente il loro stipendio, già abbastanza esiguo».
Cosa pensate di fare nel qual caso in cui i tagli venissero effettuati?
«Ovviamente non staremo a guardare e se si sarà necessario svolgeremo il palio in piazza e protesteremo. I tagli si possono effettuare su altre cose, ma il palio, che quest’anno arriva alla sua 39ª edizione, non si tocca. Ogni anno a vedere il palio si recano più o meno sette mila persone in dodici serate durante le quali si svolge».
Vuole aggiungere qualcosa?
«Per fortuna veniamo sostenuti dalla Fondazione Crup, che ci da un sostegno economico. Inoltre vorrei aggiungere che tagliare le spese al palio procura oltre che un danno culturale anche un danno economico, dato che si taglia anche tutto ciò che ruota attorno al teatro! Basti pensare ai bar oppure a tutte le persone che si recano a teatro: la gente consuma, si reca nei ristoranti, nei bar, prima e dopo le esibizioni. Il teatro è un’area di pensiero libero, è un luogo di aggregazione. Anche qui, lo ammetto ci sono degli sprechi, ma piuttosto che tagliare alla cieca sarebbe giusto controllare un po’ di più».
Giada Puntin
Liceo linguistico Percoto