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MERCOLEDÌ, 27 GENNAIO 2010
 
Pagina 9 - Udine
 
Presentata la monografia dedicata al Martini
 
L’opera è stata illustrata dal professor Bergamini nella sala consiliare gremita di pubblico
 
Mortegliano
 
 
 
 

MORTEGLIANO. Quella del Martini è una delle più belle pale d’altare d’Italia e con il campanile del paese renderà onore, nei secoli, a Mortegliano. È quanto ribadito dal professor Giuseppe Bergamini, che, in un’aula consiliare gremita, ha presentato la propria monografia sull’artista del ’500, che ha definito un “gigante” e che su di lui si è scritto poco. L’incontro, organizzato per la ricorrenza di San Paolo, patrono di Mortegliano, corona, con qualche mese di ritardo, il grande evento dei 50 anni del campanile che, con i suoi 113 metri, è il più alto d’Italia. L’autore ha preso in esame tutte le opere di Giovanni Martini, nato a Udine nel 1475 e morto nel 1535.
«Solo dal 1970 – ha detto Bergamini – si è cominciato a raccogliere materiale riguardante l’artista, che ha definito un “gigante” ma per il quale, contrariamente a quando accaduto per altri artisti di quel tempo, è stato scritto poco. Le prime opere, come pittore, risalgono al 1497. Imparò l’intaglio a Udine e la pittura a Venezia. Bergamini ha precisato che molte opere sono andate perse nel tempo e nei secoli successivi i restauri non venivano eseguiti con criteri artistici ma ispirati alla fede. La fama di Giovanni Martini durò fino alla sua morte perché poi cominciò un nuovo modo di operare. Il volume rende omaggio all’arte del Martini, considerato uno dei maggiori artisti friulani di tutti i tempi e la cui famiglia segnò, con i suoi componenti, il Rinascimento del Friuli. La monografia è stata voluta dalla parrocchia, in collaborazione con i Comuni di Mortegliano, Udine, Remanzacco e San Vito al Tagliamento e con il sostegno della Fondazione Crup. Costituisce un autentico tributo all’arte del Martini (intagliatore, scultore e pittore), le cui opere si conservano non solo nella regione (Mortegliano, Udine, Remanzacco e San Vito al Tagliamento in particolare), ma anche a Venezia, Milano, Portogruaro e Padova. Quella di maggior pregio è la pala d’altare lignea presente nel duomo di Mortegliano. Per il resto, ci sono, fra le sculture, altari e Madonne con Bambino, e, fra le pitture, oltre a una Madonna, quattro pale (San Marco, Sant’Orsola, Circoncisione e Presentazione al Tempio). La monografia parte da un’analisi della pittura e della scultura in Friuli e nel Veneto ai tempi del Martini. Si sofferma sulla scuola di Tolmezzo (i vari Mioni e Martini), analizza la vita e le opere dell’artista e descrive la sua famiglia. La pala di Mortegliano fu esposta per la prima volta nel 1939 a Udine e poi nel 1983 a Passariano. Indirizzi di saluto e di compiacimento per l’iniziativa sono stati espressi dal presidente della Pro loco Barbina, dall’arciprete monsignor Faidutti, dal vicario diocesano monsignor Gherbezza, dal dottor D’Agostini, presidente della Fondazione Crup e dall’ex sindaco Gomboso. Ha fatto gli onori di casa il primo cittadino Alberto Comand. (c.t.)