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SABATO, 30 GENNAIO 2010
 
Pagina 2 - Pordenone
 
In aumento i ragazzi autistici: una due giorni sull’integrazione
 
 
 
 

Si parlerà di integrazione in aula e autismo nel convegno “Talenti diversi”, venerdì 12 e sabato 13 febbraio nel Centro studi a Pordenone. A proposito di didattica integrata nelle superiori, il liceo Leopardi-Majorana, con la Fondazione Bambini e Autismo onlus e la Provincia di Pordenone (capofila di un pool di sponsor tra cui spiccano Comune e Fondazione Crup), ha aperto il laboratorio sperimentale. Prima il convegno, con 100 iscritti già prenotati e relatori internazionali. Poi l’istituzione di un centro-consorzio, in città. «Talenti diversi da valorizzare - ha anticipato l’evento ieri l’assessore provinciale all’istruzione Giuseppe Bressa -. Il convegno-seminario è un appuntamento importante: offrirà gli orientamenti pedagogico-didattici operativi per l’integrazione a scuola degli adolescenti».
Nel 1985 erano 5 i casi di autismo nelle scuole Pordenonesi: oggi sono 40. Tre ragazzi frequentano il maxi-liceo di piazza Maestri del lavoro. «I talenti diversi sono ragazzi che spesso li nascondono - è intervenuto il dirigente liceale Sergio Chiarotto -. Il nostro sforzo è trovare percorsi di comunicazione e strategie formative calati nella dimensione affettiva dell’accoglienza».
Le buone pratiche dell’integrazione a scuola si giocano in rete. «L’insegnante di sostegno - ha detto Chiarotto, insieme alla docente Francesca Costa e alla referente del servizio integrazione nell’ex-Provveditorato Annamaria Franzolini -, i momenti di scambio nel gruppo-classe e il dialogo costante con le famiglie, la Fondazione Bambini e Autismo, le associazioni sul territorio e gli enti locali. E’ un lavoro appassionato, quello che mettiamo in campo per favorire l’apprendimento dei ragazzi con talenti diversi».
Il Leopardi-Majorana è un modello di integrazione: «Siamo contenti della collaborazione con il liceo - ha valutato Davide Del Duca, direttore della Fondazione Bambini e Autismo -. Prendere in carico le persone con autismo dalla culla alla tomba, come dicono gli anglosassoni, è il nostro obiettivo: non significa assistenza, ma valorizzazione dei talenti».
Chiara Benotti