Il parroco: come lo stemma rappresenta l'accoglienza

Don Roberto Laurita spiega il significato cristiano e civile dell'opera E rivolge un invito agli internauti: «Meglio fare offerte, non proclami»
L'INTERVISTAMonsignor Roberto Laurita è arciprete della parrocchia di San Giorgio di Pordenone.Qual è il significato culturale e spirituale della statua?«Il campanile è un unicum dal punto di vista artistico, del tutto originale: non se ne trovano in Italia altri di questo tipo. San Giorgio è il santo che attira da sempre grande devozione: sin dal IV secolo è inversamente proporzionale alle fonti che abbiamo sul suo martirio. È patrono dei cavalieri, invocato quando si celebrava la nascita di un nuovo cavaliere. Protegge dalle forze oscure del male simbolizzate nel drago. La sua presenza sulla sommità della torre è anche punto di riferimento per tutti i credenti che sanno che le forze del male, anche se all'apparenza sembrano essere dominanti, non prevarranno».Rappresenta dei valori?«Oserei dire che la statua fa da pendant con lo stemma della città: le porte aperte, non chiuse, simbolo di una città accogliente, operosa, ma anche solidale e la solidarietà ha sempre come filo rosso la certezza che vale la pena impegnarsi. Anche se il venerdì santo possiamo sembrare perdenti e sconfitti, sappiamo che la storia va in quella direzione».A proposito di venerdì santo, ricordiamo la difficoltà nel reperire i finanziamenti.«Abbiamo affrontato tre fasi grazie a tre aiuti: la prima, la messa in sicurezza, aiutati dalla Curia, dalla diocesi, dal vescovo che ha preso a cuore la difficile situazione per l'incolumità pubblica e la difesa del bene artistico e storico. La seconda fase - i lavori per la messa in sicurezza - ha beneficiato di un'apposita legge regionale. E vorrei manifestare la nostra gratitudine all'allora presidente Debora Serracchiani e al vice Sergio Bolzonello: quei 300 mila euro ci sono arrivati prontamente. La terza fase: il restauro della statua, del drago, del mondo e dei giganti ha beneficato dell'intervento specifico e completo della Fondazione Friuli. La spesa prevista era di 50 mila euro e alla fine è diventata di 115 mila euro».A proposito di soldi...«Mi permetta di dire a coloro che si scatenano in proclami su internet: se li risparmino. Con i proclami non si pagano le fatture. Meglio impegnarsi con una piccola offerta».Il Comune potrebbe farsi avanti.«L'ho appreso sabato. È stata una bella sorpresa, speriamo sia concreta». --E.L. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Messaggero Veneto del 25/06/2019
Pagina 19, Edizione Pordenone