Origini

Le fondazioni di origine bancaria sono realtà non profit, nate all’inizio degli anni novanta quali eredi dell’attività filantropica che fin dai secoli scorsi svolgevano le Casse di Risparmio e, prima ancora, i Monti di Pietà.

Esse, dotate di piena autonomia statutaria e gestionale, perseguono esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico.

Il loro numero in Italia è di 88 e intervengono a favore di enti e istituzioni, concorrendo a soddisfare esigenze diffuse della collettività in diversi segmenti della vita civile.

Nacquero in applicazione della legge L. n. 218/90, nota come “legge Amato”, che si proponeva di ristrutturare e modernizzare il sistema bancario nazionale, sottraendolo dalla condizione di “foresta pietrificata” in cui si trovava per renderlo competitivo a livello europeo; e in tale prospettiva la privatizzazione delle banche pubbliche costituiva un passaggio ineludibile.

Fu così che tutte le Casse di Risparmio italiane e altre banche pubbliche (Banco di Napoli, Banco di Roma, ecc.) attuarono la storica metamorfosi, tradottasi in sostanza in una dicotomia strutturale: da una parte le società per azioni bancarie strettamente operanti nell’ambito della disciplina creditizia e dall’altra le fondazioni, detentrici originariamente dell’intero pacchetto azionario della banca corrispondente, alle quali restavano assegnati  compiti di natura sociale.

Anche la storia della nostra Fondazione affonda le sue radici nelle vicende brevemente sopra ricordate.

Istituita il 1° gennaio 1992 con la denominazione Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone dà inizio alla sua storia, si configura come l’erede morale, e per certi versi anche materiale, dei Monti di Pietà, sorti tra il XV e il XVII secolo nei principali centri della “Patria del Friuli”, che al tempo faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia.

Le difficili condizioni in cui nel Quattrocento si trovavano a vivere in Friuli, come nel resto d’ Italia, i ceti meno abbienti, nonché il dilagare dell’usura, avevano fatto maturare l’idea di creare delle istituzioni che venissero in aiuto del privato cittadino, impedendogli soprattutto di cadere vittima degli usurai.

Il primo Monte di Pietà in Friuli sorse a Cividale nell’anno 1494. Seguirono poi quello di Udine nel 1496, di San Daniele nel 1557, di Sacile nel 1566 e di Pordenone nel 1571.

Successivamente, in adesione alle linee dei governatori del Lombardo-Veneto, che sollecitavano la fondazione di istituti allora chiamati “Cassa di risparmio e di prudenza” accanto ai monti di Pegno, nacque il 12 febbraio 1822 a Udine la ”Cassa di Risparmio” – prima in Italia – con lo scopo di “offrire a tutti, e segnatamente alle infime Classi della Società, un facile mezzo di mettere in disparte qualunque piccolo sopravanzo di denaro”.

L’istituzione – prima decaduta e poi rinata, ma come dipendenza della Cassa di Risparmio di Milano, il 31 dicembre 1866 – ebbe vita breve, visto che chiuse gli sportelli nell’ottobre del 1876.

Il 22 luglio dello stesso anno 1876, tuttavia, era nata, con delibera del Comune di Udine, la “Cassa di Risparmio di Udine”, autonoma, che dal 1968, dopo l’istituzione della Provincia di Pordenone, ha operato con il nome di Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, mantenendo immutato il proprio territorio di riferimento.

Alla fine dell’Ottocento, la crescente importanza della Cassa di Risparmio aveva soppiantato il ruolo del Monte, ereditandone tuttavia le funzioni.

Il 31 dicembre 1991 si estingue dunque l’istituto di credito Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone che, ereditando il patrimonio socio-culturale storicamente acquisito nei secoli, aveva perseguito – oltre a finalità di promozione dello sviluppo economico – anche le tradizionali finalità di beneficenza e pubblica utilità.

In quella data, l’Ente Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, in applicazione della legge “Amato”, diede vita alla Società per Azioni denominata Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone conferendovi l’azienda bancaria e - in pari data - assunse la denominazione di Fondazione Crup, detenendo il 100% delle azioni partecipative nella società conferitaria.

Con successivi passaggi la Cassa di Risparmio è stata inglobata in Intesa San Paolo Spa di cui la Fondazione detiene lo 0,4% del capitale.

In seguito all'autorizzazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze intervenuta il 26 dicembre 2016, la Fondazione ha assunto la nuova denominazione Fondazione Friuli.

‹ Torna a La Fondazione