Memorie. Arte, immagini e parole del terremoto in Friuli

Dalla memoria storica, pubblica e privata, con l’esposizione di materiali giornalistici e radio televisivi del tempo, documenti cartacei, opere d’arte ed esempi significativi dei restauri architettonici, insieme ad opere legate alla solidarietà del mondo dell’arte, il percorso si snoda in diciannove stanze, e termina in nuovi progetti, dove la memoria è rivisitata in chiave contemporanea.

Filo conduttore della mostra è il recupero delle memorie, memorie che costituiscono e rafforzano l’identità di un popolo.

In occasione del quarantesimo anniversario del terremoto in Friuli, la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Azienda speciale Villa Manin e la Soprintendenza Belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, organizzano a Villa Manin di Passariano, con il sostegno della Fondazione CRUP, la mostra “Memorie. Arte, immagini e parole del terremoto in Friuli”.

A quarant’anni dal sisma, per chi non c’era o per chi vuole ricordarlo, la mostra ripercorre i momenti dell’emergenza e della solidarietà, dei restauri e della ricostruzione.

Leit motiv di questo evento, unico in regione, è un racconto a più voci, che offre, per la prima volta, un dialogo espositivo legato al tema della memoria e al recupero del patrimonio culturale “salvato”, come l’esposizione in mostra del lacunare realizzato dal pittore cinquecentesco Pomponio Amalteo per il soffitto della chiesa di San Giovanni Battista di Gemona e non più visibile da quarant’anni.

Cosa facevi alle ore 21 del 6 maggio 1976?

Un traumatico flash si accende illuminando un periodo storico e quanto è accaduto in seguito, raccontando il terremoto che aveva cancellato i paesi, ma senza abbattere i friulani.

La mostra è suddivisa in sette sezioni: la memoria dell’evento, la memoria del restauro, la memoria restituita, la memoria della ricostruzione, la memoria del dono, la memoria rielaborata, la memoria rivisitata.

Dalla memoria storica, pubblica e privata, con l’esposizione di materiali giornalistici e radio televisivi del tempo, documenti cartacei, opere d’arte ed esempi significativi dei restauri architettonici, insieme ad opere legate alla solidarietà del mondo dell’arte, il percorso si snoda in diciannove stanze, e termina in nuovi progetti, dove la memoria è rivisitata in chiave contemporanea, con la proiezione in anteprima di “Sopra le macerie”, documentario realizzato per l’occasione dal regista Matteo Oleotto, e la presentazione delle opere create in residenza a Villa Manin da artisti nati dopo il 1976.

Luogo

Passariano, Villa Manin

Periodo

Dal 24 aprile 2016 al 3 luglio 2016

Orari

martedì / domenica 10.00 / 19.00
lunedì chiuso
Apertura straordinaria lunedì 25 aprile

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