Sperimentazioni di arte contemporanea in Friuli 2

Sei artisti contemporanei a confronto.

Luigi Marcuzzi è figlio d’arte, poiché il laboratorio artigiano di famiglia opera nel campo da ben due generazioni. La sua attività si lega all’insegnamento di Fred Pittino, a lungo direttore artistico della Scuola di Spilimbergo: si spiega così lo stile realistico e figurativo delle sue opere. Il mosaico, nei ritratti e nelle nature morte, diventa una pittura di pietra inalterabile nel tempo nel solco della tradizione antica e abbinata all’artigianato artistico.

Elena Bonazzoli è invece quasi al suo esordio, anche lei predilige opere figurative e ornamentali, dando vita a oggetti che si adattano alla vita quotidiana quali specchi  o piani di lavoro. Rivisita il mosaico in chiave moderna abbinandolo a materiali quali il legno, la vetroresina o il metallo, con tessere espressamente tagliate per esaltare le forme dei fiori e in cui sceglie colori accesi e ben armonizzati tra loro.

Matelda Borta è cresciuta in mezzo all'arte e ai colori ed opera da tempo nel settore collaborando con numerosi artisti di cui interpreta con il mosaico il segno e il colore, abbinando sensibilità e tecnica. Attenta a inserire le sue opere nell'ambiente circostante predilige l’espressione astratta, che le permette di intervenire in modo più fantasioso, lasciando maggior spazio alla creatività anche su superfici di ampie dimensioni.

Lisa Burelli contamina tra loro i vari generi della pittura. Le sue opere non sono mai bidimensionali, ma interpolano il senso materico delle terre e degli intonaci con la gestualità del segno che unisce le diverse forme astratte. Predilige le trasparenze sovrapponendo resine o dipingendo su strati diversi originando opere astratte in cui il colore vitalizza le superfici.

Ilaria Rotter sceglie la sperimentazione, combinando i materiali naturali, ferro, carta di materiali esotici, legno con tecniche grafiche e sperimentali. Le sue composizioni astratte e informali si legano all’opera di Burri, ma hanno una purezza zen che richiama l’essenzialità dell’arte orientale. Le sue carte monocrome e le nuove lamiere recano nei solchi, nelle bruciature e nella ruggine lo scorrere del tempo, in una continua evoluzione.

Luigina Iacuzzi è artista colta e raffinata che si esprime in campi diversi. Il canto del colore evoca fluidi movimenti nelle opere pittoriche, che riescono ad evocare l’arte tribale di antiche civiltà. Le incisioni su legno e linoleum sono preziose nell’intrico dei segni che compongono fluttuanti forme optical impeccabilmente abbinate tra loro con rigore e fantasia, in cui le matrici si alternano alle incisioni.

La mostra organizzata dalla Provincia di Udine - con il sostegno della Fondazione Crup - continua il percorso in precedenza intrapreso con due mostre collettive dedicate alla visione artistica friulana femminile e maschile nel mondo contemporaneo.

Luogo

Udine, Chiesa di Sant'Antonio abate

Periodo

Dal 7 novembre 2013 al 4 dicembre 2013

Orari

10.00 – 12.30 / 16.30 – 19.00
Lunedì chiuso – Ingresso gratuito

Catalogo

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