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7.03.2025

La Fondazione ospita la 3^ edizione di Open dialogues for the future

Si è tenuta il 6 marzo presso la sede della Fondazione Friuli la seconda parte della prima delle due giornate in programma, dopo la mattinata presso la Chiesa di San Francesco a Udine. L'iniziativa è sostenuta dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine e anche da Regione FVG, Comune di Udine e Fondazione Friuli. Gode del patrocinio di Unioncamere e del Ministero per le imprese e il Made in Italy e della partecipazione dell’Università di Udine.


Open Dialogues for The Future è nato da una idea della Camera di Commercio Pordenone-Udine per valorizzare la posizione strategica a livello geopolitico e geoeconomico del Friuli Venezia Giulia e la sua predisposizione all’apertura internazionale. È stato avviato nel 2023 come evoluzione naturale del decennale percorso Friuli Future Forum, con cui la Camera di commercio, dal 2010, ha voluto avviare una riflessione annuale sull’innovazione economica e il futuro, con l’intento di rendere più pronto al cambiamento il sistema imprenditoriale (e non solo) della regione.

L'iniziativa, che nel pomeriggio della prima giornata si è tenuta presso la sede della Fondazione Friuli, si è svolta con un fitto programma di interventi, che si è sostanzialmente sviluppato in due momenti chiave, entrambi incentrati sulle sfide dell'Europa in un contesto di instabilità internazionale e sul ruolo del FVG nell’ambito delle relazioni con i Paesi occidentali.

La sessione iniziale, realizzata sotto il cappello di Een-Enterprise Europe Network, ha messo al centro il tema delle piccole e medie imprese italiane (PMI) e dell’innovazione come strumento per generare valore aggiunto. Ad accogliere relatori e ospiti è stato il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, che ha aperto i lavori sottolineando come “stiano saltando gli schemi” e i partecipanti cerchino di capire quale sarà il loro ruolo in un nuovo ordine internazionale. Secondo Morandini, serve un contesto competitivo che valorizzi il Made in Italy e renda semplice il lavoro di imprenditrici e imprenditori, offrendo loro la possibilità di esprimere pienamente le proprie potenzialità.

Ad approfondire l’argomento è intervenuto il presidente di Ice, Matteo Zoppas, che ha evidenziato come, nonostante i recenti sconvolgimenti globali (pandemia, guerre, rincari energetici), le esportazioni italiane siano cresciute del 30% e incidano per più di un terzo sul PIL nazionale. “Dobbiamo lavorare su energia e innovazione– ha detto Zoppas – per mantenere alto il valore del Made in Italy e proporlo al mondo come un’eccellenza, senza darlo per scontato”.

A seguire, il dibattito dedicato a Europa e Italia di fronte alle sfide della competitività,

Nella seconda fase del pomeriggio, il dibattito si è focalizzato su come il Friuli-Venezia Giulia possa rafforzare i propri legami con Europa e Stati Uniti. Il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, in dialogo con Federico Rampini, ha sottolineato la necessità di sviluppare una politica europea che tenga conto delle alleanze con le democrazie occidentali, soprattutto in campo energetico. Ha poi ribadito il peso del mercato statunitense (12% dell’export Fvg) e la volontà di differenziare gli sbocchi commerciali, guardando a Giappone, India e Medio Oriente.