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Dal 4 aprile al 27 aprile 2025

Udine, Spazio espositivo della Fondazione Friuli - dal 4 al 27 aprile 2025 venerdì 16.00 - 19.00 | sabato e domenica 10.00 - 12.30 / 16.00 - (chiuso il 20 aprile)

LUCIANO BIBAN "TRATTI CHE LASCIANO IL SEGNO"


Nel segno e nel pensiero di Luciano Biban. La vicenda esistenziale e artistica di Luciano Biban è compressa in un arco temporale molto breve (1935-1968) e, proprio per questo, sorprendono le molteplici evidenze del suo lavoro di grafico pubblicitario e la sua ricerca pittorica; questa è risonante di diverse suggestioni avvertite di fronte ai grandi della storia dell'arte, in una sorta di volo planare da Afro a Klee, ma convergono sempre in un'opera che trasmette l'esclusiva capacità di percepire vibrazioni del reale e tradurle in una sintesi assolutamente personale. Grande merito nell'aver piegato la tecnica alle ragioni dell'arte che, comunque, è l'elemento che fa lievitare la poetica verso le quote più rarefatte del sentire, partendo dalla concretezza viva del mondo fisico. Parlare di appartenenza a un genere (figurale, astratto, informale) nell'opera di Biban rischia di sbiadire il dato fondante della sua originalità, nel modo di concepire lo spazio della comunicazione commerciale come nell'ambito della poesia delle cose di ogni giorno e la pittura come l'alveo di scorrimento di variegate motivazioni interiori; queste sono orientate costantemente alla risposta attiva dell'osservatore, impegnandolo in una riflessione che non è mai ispirata preventivamente da titoli (molte volte assenti), ma dalla tessitura della composizione e da quanto essa contiene nella sua profondità concettuale. Luciano Biban era nato a Venezia il 5 febbraio 1935. La famiglia si trasferì in Friuli nel 1937. Coltivò la sua vocazione artistica frequentando per dieci anni i corsi di disegno e decorazione della Scuola d'Arti e Mestieri "Giovanni da Udine", con la quale poi collaborò in veste di assistente e lavorando nel campo della grafica pubblicitaria. Parallelamente si dedicò con grande entusiasmo alla pittura informale, partecipando a numerose mostre collettive e nel 1961 venne insignito della medaglia d'argento dal Centro Friulano Arti Plastiche. Dopo alcune esperienze lavorative come dipendente, aprì assieme ad alcuni soci uno dei primi studi pubblicitari in Friuli Venezia Giulia, fino a crearne uno tutto suo. Se le sue opere non hanno perso valore e significato a più di cinquant'anni dalla sua prematura scomparsa, dobbiamo dire che nel 1968 il Friuli perse un artista di sicuro avvenire, al quale oggi possiamo assegnare il posto che gli spetta nel paesaggio artistico e grafico del XX secolo. Morì il 29 luglio 1968, a soli trentatré anni.