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Dal 9 gennaio al 25 gennaio 2026
Udine, Spazio espositivo della Fondazione Friuli - dal 9 al 25 gennaio 2026 venerdì 16.00 - 19.00 | sabato e domenica 10.00 - 12.30 / 16.00 - 19.00
MARZIO CARLETTI illustratore dei “Fioretti di San Francesco” e testimone del suo tempo
MARZIO CARLETTI (Udine, 1874 - 1957). Oggi, grazie ai numerosi lavori lasciati ai posteri, non è difficile definire il percorso artistico di Marzio Carletti, dai primi tentativi giovanili tesi a superare la mancanza di una formazione accademica al perseguimento di una formazione da autodidatta. In gioventù, dopo aver conseguito la licenza professionale, si recò per lavoro in Austria e, conoscendo bene la lingua, ebbe l’opportunità di studiare testi di storia dell’arte in lingua tedesca. Al rientro in Friuli aveva già maturato le prime esperienze di disegno e di pittura e si recava spesso a Venezia per visitare le principali chiese e gallerie d’arte e per incontrare diversi artisti suoi contemporanei. Appare più difficile tracciare la personalità dell’uomo, schivo e riservato, dotato di spiccata sensibilità per la rappresentazione realistica, ma anche incline ad indagare gli atteggiamenti umani. Non promuoveva il suo lavoro e non ebbe l’iniziativa di far conoscere le sue opere ai contemporanei e nemmeno quasi ai familiari. Solo nel 1950, dopo una visita di Chino Ermacora al suo studio artistico, gli amici lo motivarono ad esporre i suoi lavori in una mostra collettiva per l’inaugurazione della scuola a Cordovado, luogo nieviano, insieme con Bepi Liusso, Ermanno Malisan, Luigi Diamante, Virgilio Tramontin e altri. Nell’anno successivo espose una scelta di opere al Circolo Artistico Friulano a palazzo D’Aronco, a Udine e, rincuorato dal successo della “personale”, fu lo stesso Marzio a proporsi per la seconda mostra nazionale d’arte francescana a Caslino d’Erba (Como), dove dieci delle sue opere vennero selezionate ed esposte. I luoghi dell’attività artistica di Marzio furono principalmente quelli dove si sviluppava la vita quotidiana, dove ritraeva i numerosi familiari, e presso l’Osteria Florio, dove passava spesso dopo il lavoro. Tra un saluto e una conversazione ritraeva qualcuno dei presenti lasciando a Sior Jacum, l’oste, il compito di esporli appesi alle pareti. Nella calma del suo studio amava ispirarsi ai suoi testi preferiti, “Le confessioni di un italiano” e “I Fioretti di San Francesco”, per realizzare le illustrazioni dei personaggi e dei luoghi che sollecitavano la sua fantasia. Per quanto riguarda “I Fioretti” decise di illustrarli perché durante un pellegrinaggio artistico ad Assisi nel 1907, lui stesso disse: “Dopo questo viaggio mi capitò tra le mani un testo dei Fioretti di San Francesco con illustrazioni di maniera talmente inadeguate da essere una vera stonatura di fronte al testo, da allora volli impegnarmi nel tentativo di darne un’interpretazione figurata al di fuori di ogni tradizione o scuola che rispondesse solo al vivo sentimento che suscita la sua lettura”. Affascinato dalle parole del Santo nella loro semplicità e purezza, volle trasporre il suo entusiasmo in disegni che meglio interpretassero quelle parole e, dopo molte prove e riflessioni, li realizzò tra il 1924 e il 1928. Marzio stesso motivava la sua ispirazione artistica con queste semplici parole: “Non occorre dire che io non abbia mai pensato di seguire mode o tendenze più o meno avanguardiste, tenendomi all’essenziale di una estrinsecazione personale del sentimento e con ciò non credo di essere stato fuori dall’atmosfera del mio tempo”. Nella mostra vengono esposti una serie dei disegni inediti realizzati a china seppia su carta da Marzio Carletti per illustrare i “Fioretti di San Francesco”, a fianco di questi trovano posto alcune opere realizzate con varie tecniche, spesso con tecniche miste come Marzio era uso fare, che rappresentano familiari, personaggi del suo mondo e atmosfere ispirate a quegli anni.