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Dal 30 gennaio al 15 febbraio 2026
Udine, Spazio espositivo della Fondazione Friuli - dal 30 gennaio al 15 febbraio 2026 venerdì 16.00 - 19.00 | sabato e domenica 10.00 - 12.30 / 16.00 - 19.00
PAOLA BELLAMINUTTI “RACCONTI PER IMMAGINI” arazzi, acquerelli, libri d’artista
Paola Bellaminutti vive e lavora a Basaldella, in provincia di Udine. L’incantamento provato sin da bambina per le immagini dei libri, che le portava suo padre, amante dell’arte, ha dato inizio a una personale visione, che l’ha condotta a fare della sua passione anche il suo lavoro. “Abstract Art” una rivista americana del 1960, fra le tante, viene conservata ancora come un cimelio. Maestra d’arte e maestra di mestieri, svolge attività di insegnante di pittura ed acquerello e segue laboratori d’arte per ragazzi e adulti, anche a carattere sociale. Nella sua bottega-scuola si dedica alla sperimentazione pittorica con varie tecniche, illustratrice di libri e decoratrice, realizza disegni e ritratti su ordinazione, riproduce i suoi lavori su tessuti e piccoli pezzi di design, ha realizzato una serie di opere per Taviani Italian Furniture and Design per il mercato russo e giapponese. Realizza icone su legno d’epoca, che la vedono presente in contesti museali e tra le altre a Torino in una mostra a latere dell’esposizione della Sacra Sindone. Cofondatrice del gruppo sperimentale Arte 4, è iscritta a diverse associazioni nazionali ed internazionali che le hanno consentito di progettare mostre a carattere culturale e di valorizzazione del territorio. Le tematiche ben definite di alcune di queste, sono state uno stimolo incredibile per i suoi lavori. Le sue opere sono frutto di ricerca e di studio, inizialmente storico-culturale, e successivamente della scelta della tecnica più congeniale per realizzare i suoi lavori. Sperimentatrice e “narratrice per immagini”, spazia fra diverse tecniche apprese negli anni, alcune delle quali vengono rappresentate in questa occasione. Olio e acrilico, acquerello, incisione, doratura, miniatura e calligrafia, vengono utilizzate su vari materiali, dalle carte pregiate a materiale di riciclo come cuoio, velluto e tessuti. In particolare, nei suoi arazzi, fa emergere dal buio della stoffa la luce del colore. A scaturire è sempre la luce, non per coprire il buio ma per elevarsi da esso. Ogni arazzo, inoltre, corrisponde spesso ad un livre unique, il libro d’artista. I materiali con cui realizza le sue opere sono preziosi, recuperati dalla sua casa del 1767: manoscritti, libri, giornali e oggetti, ritrovati nella vecchia soffitta, diventano fonte inesauribile di orme del passato. Ogni opera, racchiude un’infinità di significati simbolici che lasciano però spazio all’interpretazione di chiunque decida di osservare e ...ascoltare questi “racconti per immagini”. Le sue opere sono state inserite in diversi cataloghi d’arte e si trovano presso musei e collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.