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Dal 13 marzo al 29 marzo 2026

Udine, Spazio espositivo della Fondazione Friuli - dal 13 al 29 marzo 2026 venerdì 16.30 - 19.30 | sabato e domenica 10.00 - 12.30 / 16.30 - 19.30

ALDO PERESSA METAMORFOSI DELLE PIANTE


Aldo Peressa svolge la sua attività professionale di architetto, ma - come spesso accade - quello dell’architetto è un mestiere che, accanto alla dimensione tecnica, comporta comunque la ricerca della miglior forma di espressione, ricerca che tende talora a sconfinare in attività e mestieri collaterali, come quello artistico, in questo caso, nel quale si esercita la possibilità di sperimentare soluzioni non soggette alla funzione o all’uso.

Le sue opere nascono da una tensione costante tra ordine e scarto, tra costruzione e residuo. Nelle piccole installazioni plastiche presentate in mostra, Peressa lavora come un archeologo del presente: raccoglie frammenti, materiali poveri, brandelli di natura, simboli logori e li ricompone in micro-mitologie contemporanee.

Il Minotauro non abita più il labirinto, ma il sistema; The Waste Land è un paesaggio morale prima che ambientale; Vegetable Bondage interroga la natura addomesticata e messa alla prova dei sensi, mentre Golfer’s Heaven immagina un aldilà rigorosamente recintato e riservato ai soci.

L’ironia è il suo strumento principale, ma non è mai fine a sé stessa: è un’ironia architettonica, strutturata, che regge pesi concettuali di fatto importanti. In Willy Rescue e Edenmarket la salvezza e il paradiso diventano servizi a scaffale; la Rosa Unica e Quinconce giocano con l’ossessione per il collezionismo e l’ordine, rivelandone l’aspetto quasi superstizioso. Anima Mundi tenta una sintesi impossibile, mentre La Grande Guerra riduce la tragedia storica a un oggetto fragile, come se la memoria stessa potesse incrinarsi. Con Evoluzione del Comunismo, infine, Peressa affronta l’utopia politica come fosse un organismo biologico: nasce, cresce, muta, e inevitabilmente si deforma e diventa fatto privatissimo.

Architetto per formazione, artista per necessità, Aldo Peressa costruisce opere che non chiedono di essere comprese, ma osservate con sospetto e curiosità. Le sue installazioni non offrono rifugi, bensì piccoli dispositivi critici: non si abitano, ma si attraversano mentalmente, come stanze di un edificio che somiglia molto al nostro tempo.