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Deliberato il: 20.09.2010

Progetto “Repubblica della Carnia 1944. Le radici della libertà e della democrazia”

Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione
Udine


Il progetto nasce dalla collaborazione fra l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e l’Università degli Studi di Udine e comprende una serie di iniziative sviluppate con il coinvolgimento della Fondazione Crup. Sotto l'aspetto scientifico, una simile iniziativa consente di approfondire - comparandola ad altre realtà simili nazionali e internazionali - un episodio fondante della nostra storia democratica. Sotto l'aspetto culturale, le iniziative finalizzate a sensibilizzare il mondo della scuola permettono di attivare meccanismi intergenerazionali di trasmissione della memoria e conservazione del patrimonio ideale su cui si basa la convivenza civile (tutti obiettivi ripetutamente segnalati dalle istituzioni europee come essenziali per la scuola del futuro). Dal punto di vista regionale rappresenta un modo per dare visibilità a un distretto già dotato di una forte specificità paesaggistica, ma spesso sottovalutato sul piano culturale. Dal punto di vista dei valori condivisi permette di richiamare le idealità sulle quali si è basata la rinascita repubblicana del Paese. Infatti, tra luglio e dicembre 1944 nacque e si consumò uno dei più indicativi episodi di resistenza al regime nazifascista: la Zona libera della Carnia e dell'Alto Friuli.

Per quel breve periodo, fu sottratto al controllo del Reich hitleriano un grande territorio, una zona franca che arrivò a comprendere oltre 2.500 kmq, circa novanta mila abitanti, decine di Comuni friulani e alcuni Comuni veneti, Si trattò della più grande tra le zone che furono liberate tra le Alpi e gli Appennini nel 1944.

Con la costituzione di una Giunta di Governo (26 settembre - 9 ottobre) la zona divenne Repubblica Partigiana: vi si sperimentò un eccezionale spazio di libertà e democrazia, che nacque dal confronto, non senza contrasti ma nella consapevolezza della necessità di ricostruire la Nazione, tra le forze che sin dall'8 settembre animavano la resistenza in Carnia e che significativamente avevano già realizzato un comando unitario sotto il quale combattevano i partigiani di qualsiasi estrazione ideologica. In questa particolare congiuntura furono prefigurate e in parte introdotte significative novità: una democrazia partecipativa, un sistema fiscale progressivo, il voto alle donne, una nuova scuola libera dalle costrizioni della dittatura. La Repubblica partigiana della Carnia e dell'Alto Friuli fu presto travolta da una sanguinosa repressione, ma indicò concretamente agli occhi della gente del Friuli e di tutta Italia la strada che avrebbe condotto il Paese verso la rinascita. La storia di questa Repubblica partigiana è stata più volte raccontata anche dai suoi protagonisti, ma non è adeguatamente valorizzata, nei suoi valori fondativi e nella sua importanza storica. Gli avvenimenti storici che hanno condotto alla fondazione della Repubblica partigiana della Carnia e dell'Alto Friuli e la sua breve ma intensa esistenza possono rappresentare per il territorio carnico e friulano un esempio utile alla crescita civile e culturale del territorio.

Le iniziative previste propongono: un convegno internazionale di studi per presentare nuove ricerche e paragonare l'esperienza della Zona libera della Carnia e dell'Alto Friuli a quella delle altre zone partigiane in Italia e all'estero; un film-documentario girato sui luoghi della storia che raccolga la testimonianza degli ultimi protagonisti dell'esperienza; un percorso didattico rivolto alle scuole della regione e delle altre aree italiane nelle quali nacquero repubblicane partigiane, da inserire nell'ambito della sperimentazione del nuovo insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione"; un percorso di turismo storico e ambientale nei luoghi della Resistenza carnica.