Aurei longobardi

La collezione, pazientemente raccolta dal veronese Alberto Bazzan, è stata acquistata dalla Fondazione nel quadro del progetto di recupero e di valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale del Friuli.

È stata successivamente affidata in comodato alla Soprintendenza per i Beni Culturali del Friuli Venezia Giulia per essere esposta permanentemente nel Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli. La raccolta consta di 56 monete d’oro longobarde, talune rarissime e persino non note alla bibliografia ufficiale ed è considerata, sia per numero che per importanza, la terza collezione al mondo di questo genere.

Le monete, Solidi e Tremissi, che offrono un quadro pressoché esaustivo della monetazione dell’oro “per i Longobardi e dei Longobardi”, sono esposte in ordine cronologico e raggruppate per serie o autorità emittenti. Sono rese più facilmente leggibili, con apposite lenti, le emissioni di maggiore interesse.

La collezione copre un arco temporale che va dal tardo VI al X secolo e spazia su tutta l’area geografica italiana controllata dai Longobardi dando una panoramica esaustiva sulla monetazione aurea delle zecche “autoctone” spesso in circolazione accanto alla coeva monetazione bizantina cui seguirà la riforma carolingia basata sul monometallismo argenteo.

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