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pianta di Udine


Autore: Spinelli Giovanni Giacomo, Dalla Via Alessandro

Tipologia: Stampa

Tecnica: carta/acquaforte, bulino

Dimensioni: mm 795 x 655

Periodo: 1704

In alto, un cartiglio sostenuto da putti in volo, con al centro lo stemma della città di Udine con cimiero e cavallo, reca l’intitolazione. In basso, un cartiglio srotolato e sostenuto da quattro putti reca la dedica e più sotto, ma fuori dal cartiglio l’indicazione di responsabilità. Questa pianta, frutto di un’accurata opera di misurazione e di ingegneria, costituisce il primo attendibile rilevamento in scala di Udine, anche se molti dettagli – messi a confronto con i minuziosi rilievi ottocenteschi – risultano approssimativi. Due cartigli, ai margini della carta, con la medesima intestazione “Indice de’ Luochi più Cospicui della Città di Vdine” elencano i principali monumenti cittadini contrassegnati da un numero riportato nella pianta. Utilissime per recuperare l’ubicazione di luoghi e monumenti ormai non più esistenti, le scritte contengono talvolta notizie non condivisibili (il castello e i portici di S. Giovanni dovuti allo Scamozzi quando invece sono opera il primo di Giovanni Fontana, i secondi di Bernardino da Morcote) ma indicative dell’informazione del tempo riguardo alle vicende storico-artistiche della città; mantengono poi, tra l’altro, vivo il ricordo delle tante “scuole” presenti all’epoca in Udine. Lo Spinelli si servì del suo lavoro in vari modi: all’Archivio di Stato di Udine, ad esempio, si conserva un suo interessante disegno in cui vengono riportati il titolo intero della pianta e la dedica al Luogotenente e ai Deputati, ma viene riprodotta solamente quella parte della città che interessa i possedimenti dei Savorgnan, cioè il recinto della città e il sito detto la Rovina dove un tempo sorgeva il loro palazzo. Nella dedica al Luogotenente lo Spinelli afferma orgogliosamente di essere stato il primo a stendere “una giusta, ed esatta Pianta” della città di Udine ed accenna al suo desiderio di fare una pianta dell’intera Patria del Friuli “la cui vera forma non è per anco stata veduta”: non riuscì, per quanto si sa, nel suo intento, ma come preparatori alla grande pianta del Friuli vanno senz’altro considerati i disegni che stese, tra il 1688 ed il 1714, per illustrare il territorio del Friuli occidentale, e quelli relativi ai confini orientali ed alla Slavia friulana. Venduta anche a scopo benefico, dalla Congregazione di Carità di Udine, la pianta di Udine di Spinelli e Dalla Via servì da base ad Antonio Gironcoli per la sua Pianta della Città di Udine incisa dal francese de Baurain nel 1728 , in cui compaiono due riquadri esterni alla pianta con una suggestiva veduta dall'alto della quattrocentesca Loggia Pubblica con l'annesso Palazzo Comunale del XVI secolo e del Monte di Pietà, con le imponenti arcate e la bella finestratura della facciata, la corsa dei fornici architravati in bugnato su via del Monte e il campaniletto con cella campanaria e cupolino che sormonta il tetto. È la più antica, credibile raffigurazione del Monte di Pietà di Udine.